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I miti greci a Roma: una guida di famiglia tra statue e racconti

Scoprite gli antichi miti di Roma con i vostri bambini! Dei, eroi e mostri prendono vita nei musei e nelle strade della Città Eterna insieme a LooksArt.

I miti greci a Roma: una guida di famiglia tra statue e racconti

Roma conquistò la Grecia, ma la Grecia conquistò l’immaginazione di Roma. Dal II secolo a.C. le botteghe romane copiarono i capolavori greci, e oggi quelle copie stanno in quattro musei della città, dal Vaticano al Campidoglio.

Per un bambino, purtroppo, è la città delle statue immobili. Eppure ognuna porta una trama con mostri, inseguimenti e metamorfosi, e appena la raccontate il marmo si anima. Qui sotto dieci statue, le loro storie e un percorso che non ci affoga dentro.

Perché i miti funzionano dove l’arte non funziona

Un bambino di sette-dodici anni non sa che fare con «copia romana di un originale greco del V secolo a.C.». Capisce però benissimo la storia di un uomo che avvertì i suoi di un pericolo e per questo fu punito dagli dèi.

Il mito dà alla statua quello che le manca: un carattere, un conflitto e un finale. Il bambino smette di guardare la pietra e comincia a cercarci dei dettagli: chi è chi, cosa sta per succedere, come è finita.

Per questo l’ordine di questo articolo è il contrario del solito: prima la storia, poi il marmo. Al rovescio non funziona.

Quattro musei: cosa c’è e quanto tempo serve

Le dieci statue sono divise tra quattro musei, e farle in un giorno è impossibile. Distribuitele su due o tre uscite e andranno bene tutte.

Museo Chi c’è Tempo Prenotazione
Musei Vaticani Laocoonte, Apollo del Belvedere 1,5–2 ore obbligatoria, 2–3 settimane prima
Musei Capitolini Galata morente, Venere, Amore e Psiche, Amazzone ferita, Ermes 1,5 ore non serve
Palazzo Massimo Apollo del Tevere 1 ora non serve
Galleria Borghese Apollo e Dafne, Enea 2 ore obbligatoria, ingresso a fasce

La giornata migliore sono i Musei Capitolini: cinque statue su dieci in un solo edificio, senza prenotazione e con la vista sul Foro dalle finestre.

Dieci statue e le loro storie

1. Laocoonte e i suoi figli

Un sacerdote troiano avvertì i suoi che il cavallo di legno era un inganno. Gli dèi, che avevano già deciso il destino di Troia, mandarono due serpenti marini, che strangolarono Laocoonte e i figli davanti a tutta la città.

La statua fu trovata nel 1506 e Michelangelo la definì un prodigio dell’arte. La realizzarono scultori di Rodi — Agesandro, Atenodoro e Polidoro — nel I secolo a.C.

Una domanda per i bambini che funziona sempre: tu avresti dato ascolto a Laocoonte?

2. L’Apollo del Belvedere

Apollo un secondo dopo il tiro: la freccia è partita, il corpo è ancora in movimento, il volto è già calmo. Il mito dice che con quella freccia uccise il serpente Pitone e fondò il santuario di Delfi.

È una copia romana di un bronzo di Leocare di circa il 330 a.C. Per duemila anni è stato indicato come il modello della bellezza ideale.

Provate a tenere la posa in famiglia. Nessuno regge più di dieci secondi, ed è quella la vera scoperta.

3. L’Apollo del Tevere

Una statua serena, trovata nel Tevere e tirata fuori dall’acqua secoli dopo esserci finita. Qui Apollo non è un arciere ma il dio della luce, della musica e dei medici.

Copia romana di un originale greco del V secolo a.C. Cercate la lira: Apollo ne ha quasi sempre una, e trovarla è più interessante per un bambino che leggere la didascalia.

4. Il Galata morente

Un guerriero ferito con il torque al collo si appoggia allo scudo. Ha perso ma non è spezzato, ed è questo il punto: i greci ammiravano il coraggio dei nemici e gli dedicavano monumenti.

Copia romana di un bronzo di Pergamo, III secolo a.C. Una bella conversazione sulla strada di casa: perché la tristezza può essere eroica?

5. La Venere Capitolina

Afrodite appena uscita dal mare: nel mito nacque dalla spuma delle onde. Una delle statue più copiate della storia europea, ripetuta per secoli.

Con i bambini nasce una conversazione inaspettatamente buona su che cosa sia la bellezza e perché duemila anni fa la si intendesse in modo diverso.

6. Amore e Psiche

Eros abbraccia Psiche, una ragazza mortale che superò le prove degli dèi per riconquistare il suo amore. Il mito ha più di duemila anni, e la trama da allora è stata raccontata mille volte.

Copia romana di un originale ellenistico. Una missione per la sera: raccontare questo mito come una favola moderna. I bambini se la cavano meglio degli adulti.

7. Apollo e Dafne

La statua migliore dell’elenco e forse della città. Il Bernini ha fermato un secondo: la ninfa fugge da Apollo e mentre corre si trasforma in lauro — le dita diventano foglie, i piedi radici, la corteccia sale sulla pelle.

Completata nel 1625, dalle «Metamorfosi» di Ovidio. Giratele intorno per intero: da ogni punto si vede una fase diversa della metamorfosi, e funziona come un’animazione.

8. Enea, Anchise e Ascanio

Enea porta il padre sulle spalle fuori da Troia in fiamme e tiene il figlio per mano. Tre generazioni in una scultura, e da quel figlio, dice la leggenda, discendono i fondatori di Roma.

Un’opera giovanile del Bernini. La missione è semplice e in qualche modo difficile: trovare tutti e tre — figlio, padre e nipote — e capire chi è chi.

9. L’Amazzone ferita

Una guerriera ancora in posizione di combattimento, già ferita. Nei miti greci le amazzoni combatterono sia accanto agli eroi sia contro di loro: le affrontarono Eracle e Achille.

Copia romana di un bronzo greco perduto, intorno al 430 a.C. Un gioco che piace a tutti: inventarsi un nome da amazzone.

10. Ermes

Dio dei viaggiatori, delle strade, dei confini e dell’ingegno: protettore, per caso, esattamente di ciò che state facendo. Qui è raffigurato nelle forme di Antinoo, il favorito dell’imperatore Adriano: un esempio di come i romani unissero il divino e l’umano.

Una buona domanda finale: quale messaggio porteresti, se fossi Ermes?

Come raccontare un mito a un bambino

  • Raccontatelo prima, non dopo. Un bambino che conosce già la storia si avvicina alla statua per cercare dettagli. Chi non la conosce vede solo marmo.
  • Non evitate il dramma. Serpenti, inseguimenti, metamorfosi: i miti sono fatti di questo, e non spaventano i bambini se restano racconto e non scena davanti agli occhi.
  • Collegate a qualcosa di noto. Quasi ogni mito è già stato raccontato in un film o in un libro che vostro figlio ha visto. Un collegamento così vale dieci fatti.
  • Tre o quattro statue per uscita. Dieci di fila non le regge nessuno. Tra i musei: strada, piazza e gelato.
  • Portate quaderno e matite. I miti spingono a disegnare più di qualsiasi altra cosa a Roma.

Dove aiuta LooksArt

La difficoltà vera è avere la storia a portata di mano nel momento giusto. Leggere un testo lungo dal telefono davanti a una statua è scomodo, e ricordare dieci miti a memoria non si può.

È esattamente ciò che LooksArt risolve: la missione e l’enigma appaiono dove vi trovate, il bambino riceve un compito e il genitore una scheda breve. La prima missione è gratuita, quella completa parte da €29 per tutta la famiglia e funziona offline.

Qui vicino

Il Vaticano e i Musei Capitolini valgono ciascuno una giornata intera con i bambini, e conviene prepararsi a parte.

Domande frequenti

A che età interessano i miti greci?

Dai sette anni: a quell’età eroi, mostri e dèi diventano storie con un carattere e non un elenco di nomi. Sono proprio i miti a trasformare la città delle statue immobili in un’avventura.

In quali musei si trovano queste statue?

In quattro: Musei Vaticani, Musei Capitolini, Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e Galleria Borghese. Le dieci tappe sono distribuite tra questi, e in un giorno non si coprono.

Serve prenotare la Galleria Borghese?

Sì. L’ingresso è a fasce orarie con un numero chiuso di visitatori, e senza prenotazione si rischia di non entrare. Alla Borghese si trovano l’Apollo e Dafne e l’Enea del Bernini.

Queste storie possono spaventare un bambino?

Il Laocoonte con i serpenti e il Galata morente sono soggetti drammatici. Funziona un trucco semplice: raccontare la storia prima che il bambino veda la statua, e parlarne come di un racconto e non di una scena. Così appassiona invece di spaventare.

Quanti miti per uscita?

Tre o quattro dentro un solo museo. Dieci di fila non li regge nessuno, né bambini né adulti: meglio distribuirli su due o tre giorni e collegarli alle passeggiate tra i musei.

Pronti a trasformare una visita in un’avventura?

Inizia con la missione gratuita al Colosseo. Se ti piace, sblocca il percorso completo, da €29 per tutta la famiglia.